L'italia che sta dalla parte dei Rifugiati

IO SO(G)NO all’Ara Pacis

Dal 19 Giugno al 09 Luglio 2019
09:00 - 18:00
Ara Pacis, Lungotevere in Augusta
Roma
Dal 19 Giugno al 09 Luglio 2019
09:00 - 18:00
Ara Pacis, Lungotevere in Augusta
Roma
Organizzato da:
UNHCR

IO SO(G)NO

ALL’ARA PACIS

I minori non accompagnati stranieri si raccontano attraverso la fotografia

 

 

Dal 19 giugno al 9 luglio 2019

 

Museo dell’Ara Pacis

Lungotevere in Augusta, 00186 Roma RM

 

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, il Museo dell’Ara Pacis ospita dal 19 giugno al 9 luglio 2019 la mostra fotografica IO SO(G)NO all’Ara Pacis, un progetto che nasce dalla collaborazione dell’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, con l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) e rivolto a minori stranieri non accompagnati accolti a Roma.

 

Oltre 70 milioni di persone in tutto il mondo, un numero senza precedenti, sono state costrette a fuggire dal proprio Paese a causa di persecuzioni, conflitti e violenze. Di queste, circa 25.9 milioni sono rifugiati, più della metà dei quali di età inferiore ai 18 anni e spesso costretti a trascorrere tutta la loro infanzia lontano da casa e dalle loro famiglie. Secondo le testimonianze raccolte dall’UNHCR, i minori rischiano di diventare vittime della tratta di esseri umani e di subire terribili violenze, abusi sessuali, pressione emotiva e psicologica non solo durante il viaggio, ma anche in Europa. Avvicinarsi all’arte, realizzandola in prima persona o vivendola attraverso visite e accessi ai Musei, è uno degli strumenti di accoglienza per allontanarsi da abusi e sofferenze.

 

Negli ultimi tre anni sono arrivati in Italia via mare oltre 30mila bambini non accompagnati o separati dalle loro famiglie. Con gli arrivi, sono aumentate anche le sfide per garantire loro protezione adeguata, alla luce dei bisogni e vulnerabilità specifiche che contraddistinguono questa categoria, con particolare riguardo all’accoglienza in strutture idonee e all’accompagnamento nel percorso verso la maggiore età e l’autonomia.

È in questo contesto che si inserisce il progetto, che ha coinvolto 15 minori tra i 14 e i 17 anni, i quali hanno intrapreso un’esperienza che li ha portati alla conoscenza del medium fotografico e alla comprensione delle metodologie di utilizzo di strumenti professionali e non attraverso la sperimentazione. Io So(g)no narra, attraverso le immagini, la quotidianità e i sogni dei ragazzi coinvolti.

L’immagine di una stanza, luogo intimo e rifugio, si traduce nel racconto del proprio mondo, dove i ricordi non possono essere dimenticati ma restano affissi sulle pareti o accanto al letto. La foto di una partita a un videogioco può rappresentare un momento di svago tra amici, ma anche la rappresentazione di una nuova famiglia, mentre l’ombra del proprio corpo diventa la testimonianza del proprio esserci.

 

IO SO(G)NO racconta dunque diverse visioni della realtà: le realtà di un gruppo di adolescenti e del loro rapporto con i luoghi che li hanno protetti, dalla città di Roma alle comunità ospitanti, spazi per loro precari e situati all’interno di una società diversa da quella di origine.

 

IO SO(G)NO è la consapevolezza del loro esserci in questa società, in questa città, ma soprattutto la consapevolezza di potere e volere avere dei sogni, delle passioni, delle preoccupazioni, delle inquietudini, delle paure.

 

IO SO(G)NO, dunque Sono.

 

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