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La vita di un artista eritreo si colora di speranza grazie all’evacuazione in Europa

Solo tre mesi dopo essere stato evacuato dalla Libia a bordo di un volo dell’UNHCR, Amanuel, rifugiato eritreo, ha inaugurato la sua prima mostra d’arte ad Empoli.

Amanuel, non udente sin dalla nascita, è fuggito dall’Eritrea quando era solo un adolescente. Senza la famiglia, in Sudan, è stato costretto ad accettare qualsiasi tipo di lavoro pur di sopravvivere e mettere da parte la somma necessaria per raggiungere l’Europa. A gesti ed aiutandosi con carta e penna ci racconta la fatica fisica del lavoro di un operaio bambino, le condizioni disumane in cui era costretto a lavorare ed i maltrattamenti da parte dei suoi datori di lavoro.

All’inaugurazione, organizzata nell’ambito di una settimana ricca di eventi: Mediterraneo Siamo Noi – “Mediterranean is us”, il festival della multiculturalità nato con lo scopo di sensibilizzare il pubblico sui flussi migratori nel mondo e allo stesso tempo riunire i richiedenti asilo e la comunità ospitante attraverso momenti culinari, sportivi e artistici, è presente anche il Sindaco di Empoli.

Tra i disegni, in mostra ci sono quelli realizzati durante il periodo trascorso presso il centro di detenzione in Libia: il calendario con il conto alla rovescia dei giorni che lo separavano dalla libertà  e uno schizzo del volo che finalmente ha portato Amanuel in salvo. Al Sindaco Barnini Amanuel descrive il trattamento brutale a cui è stato sottoposto.

La trasformazione di Amanuel avvenuta durante questi pochi mesi di accoglienza traspira anche dal suo recente lavoro artistico: ritratti sereni di altri richiedenti asilo e dello staff presso la struttura di accoglienza in cui vive.

“Stiamo completando tutti gli esami medici necessari per valutare le condizioni dell’udito di Amanuel, e nel frattempo il nostro staff gli sta insegnando la lingua dei segni italiana” ci spiega Niccolò Balducci, direttore della struttura di accoglienza. “Nonostante questo Amanuel comunica ancora principalmente attraverso il suo sorriso e la sua arte” ci dice.

Amanuel è stato costretto a lasciare la scuola in quinta elementare perché non esisteva un programma di sostegno per i non udenti, oggi sogna di proseguire gli studi e spera, un giorno, di poter andare all’università.

 

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