#WithRefugees

Misha ha finalmente trovato l’amore e la libertà in Italia

Il 20 maggio dello scorso anno mi sono sposato con Giovanni. È stato il giorno più bello della mia vita, non riesco a trovare le parole esatte per descriverlo. È stato semplicemente incredibile potersi sposare legalmente, insieme ai nostri amici e parenti; non avrei mai pensato che sarebbe successo nella mia vita. La sala era piena, sono venuti tutti i miei amici e ci hanno organizzato delle meravigliose sorprese.

Quest’anno mi sono anche iscritto all’università con una borsa di studio per rifugiati. Ho iniziato a studiare lingue straniere, che è sempre stato il mio sogno. Ho anche vinto una borsa di studio per l’università della Sorbona a Parigi, per il secondo semestre del prossimo anno: questa opportunità mi ha reso davvero felice.

Questo è stato un buon anno per molte ragioni, sebbene il clima politico abbia portato a un aumento dell’omofobia. A causa di questo, Giovanni ha problemi di lavoro e, in generale, sentiamo la differenza. Ad esempio qualche tempo fa siamo andati in un ristorante e appena entrati siamo stati insultati da un gruppo di ragazzi. È stata la prima volta che mi è successo in Italia: sono stato molto male. Inoltre, quando lavoravo in un centro di accoglienza per minori, il direttore mi chiedeva di nascondere il fatto che fossi gay. Ho dovuto mentire ai miei colleghi e dire che ero sposato con una donna e anche questo mi ha fatto star male.

Farsi delle amicizie e avere una rete di supporto non è facile, ma sono stato fortunato perché ho trovato persone che mi hanno sostenuto molto anche se non si sono mai interessate a tematiche LGBTI. Per un periodo ho fatto volontariato con giovani disabili e svantaggiati, e anche i miei colleghi sono diventati una rete di supporto per me. A volte andavo al bar Coming Out a Roma, quando mi sentivo triste o stavo attraversando un periodo difficile perché era un posto in cui sentivo di poter essere me stesso, scherzare e ridere un po’ senza pensare ai miei problemi.

L’UNHCR mi ha invitato a un seminario sull’orientamento sessuale e l’identità di genere; penso che sia stata un’iniziativa molto importante, perché anche se non conoscevo bene gli altri partecipanti ci siamo comunque sostenuti a vicenda. Le nostre vite sono state segnate da esperienze e difficoltà molto simili, e questo ci ha unito.

Io e Giovanni stiamo pensando di trasferirci in Spagna un giorno; abbiamo un progetto nel cassetto, anche se non sono sicuro di riuscire ad avere le stesse opportunità che ho avuto in Italia, ad esempio la borsa di studio.

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